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Presentati i risultati del Progetto LEADER +, Asse2, Misura 2.1. “Gambero Italico”  

ASSERGI – 06/11/08 – Sono state presentate questa mattina ad Assergi le conclusioni del progetto Comunitario LEADER + denominato “Gambero Italico”. Il progetto è stato illustrato dai rappresentanti dei partner che lo hanno condiviso: il capofila, GAL Appennino Teramano, rappresentato dal Presidente Carlo Matone e dal coordinatore Gianfranco Camplese, il GAL Arca Abruzzo, rappresentato dal Presidente Gianni Costantini e dalla coordinatrice Rita Righetti, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, rappresentato dalla responsabile del Servizio Agro – Silvo- Pastorale Silvia De Paulis e da Monica Di Francesco del Servizio Scientifico, il Parco Regionale Sirente – Velino, rappresentato dal Sindaco di Rocca di Mezzo, uno dei comuni interessati, Emilio Nusca, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”, rappresentato da Sandro Pavone. Sono inoltre intervenuti il Sindaco di Capestrano, Antonio D’Alfonso, e per il Comune di Arsita, il Consigliere Severo Creati.

Il progetto, condiviso anche dall’Amministrazione Provinciale dell’Aquila, ha condotto alla realizzazione di tre incubatoi di valle per l’allevamento del Gambero di fiume autoctono rispettivamente nei Comuni di Arsita, utilizzando le acque del fiume Fino, Capestrano, lungo il fiume Tirino, Rocca Di Mezzo, utilizzando le acque del Rio Gamberale, il cui stesso toponimo richiama la naturale presenta del gambero. L’obiettivo è l’allevamento del Gambero di fiume (Austrophotamobius pallipes) per intraprendere un’azione di ripopolamento in corsi d’acqua ritenuti idonei per qualità delle acque. Il gambero italico, infatti, dagli anni Settanta ha subito una drastica riduzione a causa di vari fattori, primi fra tutti l’introduzione di specie alloctone come il gambero turco e americano e la diffusione di una malattia endemica nota come “Peste del gambero”.

«L’iniziativa di reintroduzione – ha commentato il Direttore del Parco Marcello Maranella - rappresenta un valido esempio di valorizzazione e promozione delle risorse rare dei territori rurali e intorno ad esso  i partner hanno trovato la più piena condivisione di intenti su tematiche ambientali di comune interesse, non ultimo l’auspicato coinvolgimento di soggetti privati nella futura fase di gestione degli incubatoi, affinché si dischiudano sul territorio nuove opportunità occupazionali, a dimostrazione della possibilità di applicazione di percorsi di sviluppo sostenibile ancorati ad interventi di tutela ambientale».

A tal proposito, e allo scopo precipuo di assicurare un futuro al progetto, il Dott. Pavone dell’Istituto Zooprofilattico “Caporale” ha anche annunciato che lo stesso Istituto di concerto con la Provincia dell’Aquila ha presentato un progetto  biennale alla Regione Abruzzo che prevede, attraverso un finanziamento di 260.000 euro,  una continuità di intervento sui tre siti individuati, progetto che è all’ordine del giorno della prossima Consulta Regionale della Pesca.  Soddisfazione è stata espressa da tutti i partner coinvolti i cui rappresentanti hanno unanimemente sottolineato l’importanza del partenariato e della concertazione quale strada per l’ottenimento dei migliori risultati in termine di efficacia dell’azione territoriale.


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