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Il mercato turistico mondiale è in continua evoluzione. Centinaia di milioni di persone si muovono ogni anno per motivi turistici da un continente all'altro. Queste tendenze si rifletto nei risultati dell’ultima indagine Eurobarometro sugli europei in vacanza (1997-1998). Secondo questa indagine, nel 1997 in media un europeo su due è andato in vacanza lontano da casa e una proporzione significativa si è presa più di una vacanza durante l’anno (il 33% ne ha prese due e l’11% tre). Nel 63% dei casi la durata media del soggiorno è stata pari o inferiore a 7 giorni. La maggior parte ha viaggiato con la propria auto (58%) oppure ha preso l’aereo (31%). Sin qui il mare è la scelta più popolare (63%), ma un numero
significativo di europei (23%) cita anche la campagna tra le destinazioni
preferite. il paesaggio (49%) Venendo ai paesi scelti come destinazione per le vacanze, la maggior parte degli europei rimane nel proprio. I cittadini tedeschi, inglesi, olandesi e francesi sono quelli che compiono viaggi trasfrontalieri con maggiore facilità. La loro prima scelta è rappresentata da Francia o Spagna. Da diversi anni questi due paesi sono le principali destinazioni turistiche e insieme costituiscono oltre il 38% del mercato del turismo privato intracomunitario. L'Italia è, anni fa in posizioni di netto predominio in questo mercato, è ormai solo al 5 posto nel mondo per numero di turisti, facendo fatica ad intercettare alcune nuove tendenze mondiali. Per turismo, nella stragrande maggioranza dei casi, si intende il turismo delle località rinomate ed organizzate, siano esse di mare o di montagna. Località che hanno creato la loro fama nel corso degli anni con un sistema di residenze differenziato ed organizzato. Si va dalle località più esclusive a quelle più adatte ad un turismo di massa e tuttavia, il modello è sempre molto simile. Già da anni si è sviluppato il modello del villaggio turistico e cioè un modello che trascende completamente dal territorio circostante. Tuttavia, per contrasto si va diffondendo un nuovo modello di turismo fortemente legato al territorio e cioè vi sono oramai milioni di turisti che si muovono per conoscere nuovi territori, nuovi paesaggi e prodotti. In altri termini, nuove/vecchie culture. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, nei prossimi dieci anni l’incremento delle entrate turistiche in Europa proverrà per lo più da forme alternative di viaggio che non coinvolgono il classico turismo “sole e sabbia”. Questo tipo di turismo dovrebbe corrispondere al 20% circa dei viaggi nei prossimi 20 anni ed è destinato a crescere più in fretta di qualsiasi altro segmento di mercato. La crescita deriverà in parte dal maggior volume di turisti, ma una percentuale significativa sarà attribuibile allo spostamento di turisti tra i diversi segmenti. La scoperta, l’esperienza, la pratica di una attività sportiva
a contatto diretto con la natura, la suggestione culturale, la fuga da
aree metropolitane congestionate, costituiscono gli elementi psicologici
principali di questo nuovo/vecchio turista. Sono turisti che appartengono
ad un segmento di mercato ma che non sono riconducibili ad un settore.
Ciò che questi turisti cercano è un diverso stile di vita
e di vacanza, esprimono una filosofia, un concetto di vita basato su una
esperienza diretta e personale. Non a caso si va sviluppando il concetto
di non vacanza, ma di viaggio-esperienza e nascono tendenze come lo slow
travel e cioè il viaggiare lento, parafrasando la filosofia dello
slow food, nella comune visione di provare emozioni lentamente assaporando
esperienze di vita. |
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Gal
Arca Abruzzo |
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